“D’estate, verso mezzogiorno,

quando il sole bruciava le piazze e le strade con raggi fulvi, si poteva scorgere, dietro le cuffie dell’altra vetrina il profilo pallido e serio di una giovane donna. Quel profilo usciva vagamente dalle tenebre che regnavano nella bottega. Alla fronte bassa e secca si attaccava un naso lungo, stretto, affilato; le labbra erano due tratti sottili di un rosa pallido, e il mento, corto e nervoso, si congiungeva al collo con una linea morbida e grassa. Non si vedeva il corpo, che si perdeva nell’ombra; appariva solo il profilo, di una bianchezza opaca, squarciata da occhi neri spalancati, e come schiacciati da una folta capigliatura nera e folta.”

Thérèse Raquin, Emile Zola

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